La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

Prima di parlare di Vans Old Skool, ci soffermiamo un secondo per fare un lungo salto nel passato per capire cosa si cela alle origini di una scarpa e di un marchio che, ad oggi, conta milioni di clienti e amatori in tutto il mondo, siano essi skater oppure no.

Prefazione:

Alle origini molti skaters skateavano scalzi, la ragione era semplice: lo skateboarding era un’estensione del surf e questa disciplina non necessitava dell’uso di calzature. La prima scarpa ad incontrare i fabbisogni degli skaters nella prima metà degli anni ’60 fu la Converse Chuck Tailor.

Nel 1965 The Qarterly Skateboarder divulgò la pubblicità di una nuova scarpa da ginnastica: la “Randy 720”, realizzata in randyprene. Fu la prima scarpa ufficiale da skateboard utilizzata al National Skateboard Championships. In ogni caso per tutti gli skateboarders la vera ed originale scarpa da skateboard è stata la Vans.

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

Paul Van Doren, figlio di un inventore e di una sarta abbandonò la scuola all’età di 14 anni. Interessato ai cavalli, andava tutti i giorni ai circuiti; da lì, cominciò ad essere conosciuto come “Dutch the Clutch”. Sua madre poi insistette sul fatto che Paul dovesse ottenere un lavoro in una fabbrica di scarpe.

Nel 1966, Paul Van Doren, suo fratello James e dei lori amici Gordon e Serge D’Elia divennero soci aprendo la prima fabbrica Vans: La Van Doren Rubber Company.

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

La storia di VANS comincia nel 1966. I fratelli Paul e Jim Van Doren, insieme ai soci Gordon Lee e Serge Delia, fondano la Van Doren Rubber Company ad Anaheim, in California, è il 16 marzo.
Nello stesso anno vengono realizzate le scarpe da barca Vans #44, quelle che oggi conosciamo come Authentic. Nel 1974 gli skater, che apprezzano l’aspetto robusto e l’aderenza delle suole Vans, le sfoggiano in giro per la California del Sud.
Due anni dopo Tony Alva e Stacy Peralta creano il modello Vans #95, oggi conosciuto come Era, con colletto imbottito e varie combinazioni di colore, scarpa di riferimento per una generazione di skater. 
I Van Doren erano dei veterani della shoe industry ma nel ’76, nel bel mezzo della seconda ondata di popolarità dello skateboard, decisero di focalizzare il loro marketing sugli skaters dal momento che la ditta aveva già acquisito un grande successo fra i surfers. La campagna pubblicitaria per introdurre la Vans nel mercato dello skateboarding fu capitanata dai più importanti skaters del momento: Tony Alva e Stacy Peralta.
Senza ombra di dubbio tutti gli skaters vennero influenzati dai pro ad acquistare “the real skateboard shoe”. Il modello “Off the Wall” divenne il più popolare grazie al colore, alle cuciture aggiuntive e ai rinforzi (Vans Guards).
Nel 1977 fa il suo debutto il modello Vans STYLE #36, attuale Old Skool, caratterizzato dall’oggi celebre banda laterale Vans. La Old Skool è la prima scarpa da skateboard di Vans dotata di tomaia in pelle, per resistere all’uso frequente.

Delle varie campagne di marketing non convenzionale, dove il rock incontrava gli action sport, Vans organizzò dei contest per professionisti (Vans/Hard Rock Triple Crown) e competizioni amatoriali (Warped Tour) fino a quando toccò l’apice del suo successo con il film Fast Times At Ridgemont High (Amy Heckerling, 1980), dopo di che dovette fronteggiare delle difficoltà finanziarie dovute al declino della seconda ondata di popolarità dello skateboard. Questi eventi sono ancora attivi ed attirano moltissimi “atleti”.

Old Skool, storia e curiosità di una sneaker Cult.

Nel 1977, alla ricerca di un simbolo che permettesse alle sue scarpe di essere riconoscibili come accadeva per brand come Nike o adidas, nata da uno scarabocchio di Paul Van Doren, disegnò una semplice linea ondulata.

La banda laterale venne inizialmente battezzata “Jazz Stripe” , venne applicata per la prima vota alla #style36 e col tempo, è diventata simbolo inconfondibile del marchio Vans. La prima vera scarpa da skater in pelle visto che, per migliorarne la resistenza e durabilità, vedeva applicati pannelli in pelle nella punta e nel tallone.

Negli anni ’80, anni colorati e pieni di creatività, esplose anche la mania della customizzazione. La gente realizzò l’idea di poter personalizzare a proprio piacimento una scarpa come fosse un pezzo d’arte e in questo, l’Old Skool, essendo composta da vari pannelli e vari materiali, si prestava come una tela bianca, diventando così espressione della propria personalità.

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

Gli anni 90 sono per Vans gli anni delle collaborazioni. Marc Jacobs ha aperto al brand californiano le porte del regno dell’haute couture permettendogli di giocare con materiali di prima qualità ed un numero limitato di scarpe da distribuire in selezionate boutique, creando grande hype tra collezionisti e appassionati di tutto il mondo.

Negli stessi anni nasce anche la collaborazione con Supreme, il brand culturalmente più vicino a Vans, creando un’amicizia e progetti che durano ancora oggi nel tempo. Queste le parole del fondatore di Supreme James Debbia sulla Old Skool ” In 1996, it was one of the best shoes offered by Vans and has really stood the test of time, The Old Skool is iconic, classic skate.” e se lo dice lui.

Ma perché, Dai piedi degli skater alla scarpiera di Julia Roberts, passando per le fashion week di tutto il mondo, TUTTI hanno un paio di Old Skool?

L’originale intenzione di scarpa per skateare, come spesso e volentieri accade nello sport, si è diffusa ben oltre i suoi confini, arrivando praticamente ovunque. Anche pilastri dello skatewear come Thrasher e Supreme ormai vengono indossati anche dalle Kardashian, e negli ultimi cinque anni questo tipo d’abbigliamento si è rivelato una vera e propria miniera d’oro, sia per brand che re-seller.

A differenza di altri marchi, fortemente criticati per aver perso la loro essenza con l’arrivo in circuiti d’acquisto generalisti, la Vans è sempre stata, e apparentemente sarà sempre, un brand fortemente democratico. In particolare, le Old Skool hanno una silhouette pensata per la tavola da skate che tutti sembrano accettare anche in contesti ben diversi.

A differenza del modello classico Authentic, che ricorda un po’ le scarpe che mettevamo per fare ginnastica alle elementari, quello Old Skool ha un aspetto decisamente cool. Abbastanza semplici da essere indossate con, beh, qualunque cosa, ma anche abbastanza interessanti da non scadere mai nel banale, grazie alla perfetta combinazione di pelle e scamosciato e una gamma di colori ineccepibile.

Questo insieme di caratteristiche gli ha permesso di diventare la prima opzione per la vita quotidiana di celebrità e, contemporaneamente, dei liceali di tutto il mondo. “Da Marc Jacobs a Star Wars, da Supreme a Toy Story, le Old Skool sono state rielaborate da (quasi) ogni stilista e (quasi) ogni brand.”

Anche Yeezy, famoso per la sua incrollabile lealtà ad Adidas, non ha saputo resistere all’attrattiva delle Old Skool: “Some days I’m in my Yeezys, some days I’m in my Vans”, (a volte ho su le mie Yeezys, altre le mie Vans).

La storia di vans e il fenomeno Old Skool

Negli ultimi anni, Kanye West è infatti stato visto indossandole più e più volte, ovviamente personalizzate. Sembravano un po’ usate, ma, sinceramente, in che altro modo dovrebbero essere indossate?

I rapper che indossano skatewear non sono certo la categoria più sconcertante, dato che i due mondi vanno praticamente a braccetto. Capisci che le Old Skool sono davvero un fenomeno raro quando le vedi ai piedi di Julia Roberts. Nel 1999 in Notting Hill e vent’anni dopo, nella vita reale.

In passerella, anche Dior Homme ha reso omaggio a queste sneakers nella collezione autunno/inverno 17, e la versione della maison francese è già stata vista ai piedi di A$AP Rocky.

Proprio questo tipo di riferimento ci fa capire il vero motivo del successo delle Old Skool: sì, è un modello di sneakers praticamente identico da 40 anni, ma la determinazione costante di casa Vans di offrire agli acquirenti collaborazioni uniche, inaspettate e brillanti, è il simbolo democratico di quello che ogni brand dovrebbe fare nel 2017.

Personalmente ricordo che negli anni 90 Vans si era eclissata un pò, rimanendo appannaggio di skaters e hardcorer.

Per trovarle dovevi abitare o a Roma o a Milano, o essere un lettore di giornali da skater nei quali era presente un inserto di un noto skateshop italiano che vendeva tavole e scarpe per corrispondenza.

Che tempi, quelli in cui chi era uno skateboarder lo riconoscevi subito, indossava le Vans, per lo più bucate da un lato, e si, perchè gli skater di scarpe ne bucano a decine.

VANS Nel 2000 viene riconusciuta da FORBES: “AS ONE OF “AMERICA’S BEST SMALL COMPANIES FOR 2000.”

Nel 2004 la compagnia è stata acquistata dalla Vf Corporation, produttrice dei Jeans “Lee”, per 396 milioni di dollari.

Piccole curiosità!

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

  • La suola si ispira a un dessert. È di gomma vulcanizzata, e si chiama waffle perché ha un pattern fatto a grata, che sembra quello dei dolci belgi. C’è un motivo se è fatta così: è un design fatto apposta per aderire bene allo skateboard.
  • Piace a chi preferisce il microfono allo skate. Alcune rock band, come gli Slayer, i Bad Religion e i Descedants, si sono fatte fare delle Old Skool customizzate. . Kanye West, A$AP Rocky e Frank Ocean le hanno indossate spesso.

Guarda il video di come si realizza una Vans!

Speriamo di avervi impegnato qualche minuto della vostra vita, scoprendo qualcosa di interessante e che magari non sapevi. Se conosci qualche curiosità non citata qui, scrivicelo nei commenti qui sotto!

Grazie per la lettura, e se sei amante di Vans, puoi trovare i migliori modelli di questa collezione Spring/summer qui 

Stay positive, be happy, be Moana!

Fred

Bibliografia:

leonardocalabresi.com – i-d.vice.com – gqitalia.it – cosmopolitan.com – Google

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