Storia del Brand CARHARTT WIP | (s)Fashion Blog

CARHARTT WIP

IN BREVE
  • Fondato nel   1889   di   Hamilton Carhartt e 5 dipendenti.
  •  Carhartt ha iniziato a produrre tute e pantaloni da lavoro in cotone pesante per gli operai di Detroit.
  • Nel 1994 , Edwin Faeh fondò il suo progetto “Work in Progress” e divenne il primo distributore di Carhartt in Europa.
  • Combinando il successo sul mercato e la ricerca originale di Hamilton per abiti di alta qualità e resistenti, gli  anni 90  hanno visto il marchio Carhartt WIP diventare un riferimento nello streetwear.

LA STORIA

Carhartt, Inc è un marchio di abbigliamento statunitense fondato nel 1889. È ancora un’azienda a conduzione familiare, di proprietà dei discendenti del fondatore Hamilton Carhartt, con sede a Dearborn nel Michigan.

Nel 1889, Hamilton Carhartt e 5 dipendenti iniziarono a lavorare in un polveroso vecchio attico nel cuore di Detroit e, con 4 macchine da cucire, gettarono le basi per una delle più grandi storie di successo del Sogno Americano.

Carhartt ha iniziato a produrre pantaloni e tute di cotone pesante destinate agli operai di Detroit.

A quel tempo, Detroit era il centro industriale dell’America e c’era naturalmente molta richiesta di abbigliamento per il lavoro comodo e resistente.

L’etichetta “Union Made”, accompagnata dal logo dell’anatra cucita all’interno di ogni capo Carhartt, era sinonimo di qualità e garantiva che erano stati prodotti con cura e qualità dalle mani di Carhartt. 

In breve tempo quasi tutti gli operai di Detroit vestivano una tuta o un paio di jeans Carhartt. Era diventato un’icona al punto che, per loro, acquistare ed indossare Carhartt, significava anche sostenere una forza lavoro sindacalizzata che fosse trattata equamente e pagata bene, un ethos che costruivana la reputazione del marchio stesso.

Il marchio venne fondato per produrre abbigliamento da lavoro per gli operai delle ferrovie, nel pieno della rivoluzione industriale del ferro e delle locomotive.

Hamilton Carhartt iniziò a produrre tute da lavoro con sole due macchine da cucire ed un motore elettrico in un esiguo loft di Detroit. Tuttavia, visti i primi fallimenti, iniziò a svolgere diverse ricerche sulle reali necessità degli operai delle ferrovie, strategia che lo portò alla realizzazione di un prodotto che soddisfò le esigenze dei lavoratori: la salopette Carhartt,  simbolo dell’azienda, che portò ad uno standard estremamente alto l’abbigliamento da lavoro.

Nel corso del tempo, i prodotti Carhartt svilupparono delle caratteristiche distintive, intese a estenderne la resistenza, tra cui l’uso di filati robusti, rivetti di rinforzo nei punti di maggiore stress e una gamma di materiali ad alta tecnologia, resistenti alle fiamme, alle abrasioni o all’acqua. Fino ad oggi, l’abbigliamento Carhartt si trovava comunemente in siti non metropolitani, come fattorie, ranch, ecc.

Nel 1910 era già cresciuta tanto da avere strutture di cucito a Dallas, Atlanta, Detroit e San Francisco.

Successivamente si espanse a livello internazionale, prima in Canada e poi con una struttura a Parigi.

Durante i noti conflitti mondiali, Carhartt si impegnò a sostenere il paese fornendo strutture per la produzione delle uniformi dell’esercito. Oltre alla salopette, molti capi della linea odierna hanno radici storiche, come il cappotto storicamente noto come “Engineer Sack Coat” risalente al 1953. (Foto a lato)

Nel 1929, il crollo del mercato azionario fu disastroso per l’azienda, che ha rischiato la chiusura. Mantenere viva l’attività è una testimonianza della tenacia, passione e ingegnosità dimostrate da Hamilton e dai suoi figli in quel periodo. Nonostante le sfide poste dalla Grande Depressione, Carhartt ha continuato a sostenere con tutto il cuore i diritti dei lavoratori.

Alla morte del fondatore nel 1937, il figlio Wylie prese le redini della compagnia, il cui lavoro fu determinante per l’espansione dell’attività familiare e per l’ampliarsi della linea di abbigliamento.

Cruciale per la produzione fu poi l’acquisto del primo impianto di produzione moderno, avvenuto nel 1972, grazie al quale fu possibile aumentare esponenzialmente la produzione. Nel 1975, fu introdotta la giacca con cappuccio soprannominata “Active Jacket”, che rimane la giacca più venduta per Carhartt oggi.

CARHARTT WIP OGGI

Durante gli anni ’70, gli ordini massicci per la costruzione dell’Alaska Pipeline hanno contribuito a far crescere il marchio e Carhartt ha dato prova della robustezza e durevolezza dei suoi prodotti.

Il marchio Carhartt è diventato popolare tra i consumatori al di fuori degli operai durante gli anni settanta e ottanta, con il diffondersi dello streetwear: sempre più persone hanno iniziato a conoscere questa azienda quando le grandi personalità dell’industria musicale hip hop hanno iniziato a indossare Carhartt.

L’interesse si espanse poi in tutta Europa, portando alla creazione dell’etichetta Carhartt Work In Progress nel 1989,  che si rivolge ai consumatori in Europa e in Asia che apprezzano i dettagli raffinati, sebbene il design rimanga fedele al modo di essere dell’azienda America. Dal 1994, WIP diventa il distributore ufficiale in Europa.

Il maggiore potenziale del mercato europeo non solo era legato al mondo del lavoro, ma avrebbe permesso al marchio Carhartt di diffondersi anche come abbigliamento da indossare tutti i giorni.

Presto furono prodotti colori e stili esclusivi per l’Europa. Con il distinto stile americano di Carhartt, i progetti WIP hanno attirato di più la sensibilità europea. Si è notato che l’etichetta veniva distribuita principalmente a negozi di skate e negozi indipendenti. Carhartt si è evoluto da un marchio All American in un vero e proprio punto di riferimento per lo street wear.

Gli anni ’90 hanno visto un aumento di interesse e popolarità per supportare l’arte di strada indipendente e la scena musicale. Mentre le sottoculture giovanili urbane decollavano, Carhartt WIP divenne il marchio di riferimento per i suoi esponenti. Avendo sponsorizzato la scena, i suoi progetti emergenti ed i suoi protagonisti  per anni,  Carhartt  aveva attuato un’ingegnosa strategia di marketing.

La presidenza del pronipote di Hamilton, Mark Valade, introdusse l’azienda alla globalizzazione, predisponendo operazioni europee e avviando la campagna pubblicitaria della Carhartt su Internet.

Egli ha lanciato dozzine di negozi al dettaglio di proprietà di Carhartt, una linea completa di prodotti da donna e una linea di indumenti ignifughi di grande successo.

Nel 2013, Linda Hubbard ha assunto il ruolo di presidente, diventando così il primo membro non della famiglia a ricoprire questa carica. Mark Valade è ancora amministratore delegato.

Con determinazione e visione imprenditoriale, Hamilton e le successive tre generazioni della famiglia Carhartt hanno creato un marchio che ha superato la prova del tempo raggiungendo il successo.

Carhartt WIP è riuscita a capire come investire in arte, in movimenti culturali musicali e su un pubblico di utenti Urban.

Combinando il sostegno alla scena e la ricerca originale di Hamilton per abbigliamento di alta qualità, Carhartt è diventata un punto di riferimento nel settore dell’abbigliamento Streetwer e da lavoro. 

Le collaborazioni con i Big del fashion system non sono venute a mancare durante questo percorso: da Vetements a Converse fino a passare per Nike, fragment design, GORE-TEX e moltissimi altri. Anche la relazione con il mondo della musica e la realtà street non è mai terminata; ancora oggi infatti, artisti come Tyga, Kanye West, Drake, A$AP Freg e A$AP Rocky prediligono capi Carhartt, indossandoli durante le passeggiate outdoor o per i live dei loro concerti.

Carhartt è presente in molti negozi fisici ed in negozi on-line come il nostro, dove nella sezione Carhartt è possibilie acquistare gli articoli più iconici.

Speriamo di aver dissetato la tua voglia di curiosità con informazioni dettagliate, ti ricordiamo di aggiungerci sui nostri canali social sempre aggiornati, e se hai richieste particolari, puoi contattarci tranquillamente, sapremo prenderci cura delle tue esigenze. Un caloroso saluto! BLESS U

Fred

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Aggiornamento Marzo 2021: Accettiamo pagamenti in Bitcoin e Cryptovalute

(Checkout tramite COINBASE)

Marzo 2021, magari un giorno leggeremo questo articolo pensando “ma che diavolo abbiamo pensato all’epoca?” oppure “Lo avremmo mai detto?”.

Sta di fatto che da oggi, Lunedì 29 Marzo 2021, cominciamo ad introdurre la possibilità di pagare sul nostro e-commerce, tramite le cryptovalute maggiori in circolazione: BITCOIN, ETHEREUM, LITECOIN, USD COIN, BITCOIN CASH, e DAI.

Il prezzo in crypto sarà determinato al momento del Checkout, al tasso di cambio di COINBASE, in quanto è il portale che utilizziamo per elaborare questo tipo di pagamenti. Ti consigliamo quindi, in caso di acquisti, di contattarci per assicurarci una corretta e tempestiva elaborazione dell’ordine!

Questa soluzione la abbiamo presa in considerazione perchè crediamo che possa essere al passo con il presente, e leggermente in anticipo su quelle che saranno abitudini future, ci può permettere di ampliare il nostro servizio ad un pubblico ad oggi comunque molto vasto, ed in costante crescita, che ad oggi, in Italia, non trova ancora molte possibilità per scambiare le sue crypto per merce.

Inoltre, nessun nostro competitor al momento, offre questo tipo di servizio!

Per qualsiasi domanda a riguardo, puoi contattarci, o commentare questo articolo!

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Speriamo di aver fatto un ulteriore passo avanti, in un anno dove di passi, se ne fanno tanti indietro.

A presto, UP ONLY.

Fred

 

CONSEGNA A DOMICILIO

Come ahimè ben tutti sappiamo, gli ultimi tempi hanno messo a dura prova tutti quanti.

A causa dell’emergenza virus, è diventato, almeno al momento, impossibile vedervi tutti in negozio, e darvi la possibilità di acquistare nel nostro shop fisico. Mi auguro prima di tutto che ognuno di voi, e le vostre famiglie, godiate di una buona salute. *

Il servizio di consegna a domicilio, è completamente gratuito, e le consegne verranno effettuate nel pomeriggio, dal Lunedì al Sabato, a tutti gli acquirenti dei comuni limitrofi di Ciriè, con un raggio di 10KM.

Per ordinare, vi basterà scriverci in DM o su Whatsapp, o chiamarci al 3516098220, comunicando capo/i e taglia/e, in questo modo posso confermare la disponibilità. Potete inoltre ordinare tramite il sito web (gratuitamente) compilando i dati della spedizione con il vostro indirizzo. (mi raccomando di scrivere il vostro numero di cellulare, in modo che vi possa chiamare per concordare giorni e orario)

Il pagamento potrà essere effettuato in anticipo, tramite sito web, PayPal, o carta di credito, oppure alla consegna tramite contanti, PayPal o Satispay.

Ci tengo a precisare che, per motivi di sicurezza, verranno mantenute tutte le precauzioni di mascherina, guanti, e utilizzo di gel disinfettanti, e che proprio come il corriere, la consegna avverrà al portoncino del citofono e NON IN CASA.

Info per acquirenti di tutta ITALIA, o per chi abita più distante dei 10KM: La consegna sarà normalmente effettuata tramite GLS (possibili leggeri ritardi) ed è completamente GRATUITA (traking disponibile) – le spedizioni con corriere partiranno la mattina, quindi gli ordini effettuati entro le 11 del mattino, saranno in consegna il giorno dopo.

Che acquistiate, o no, non è importante, vi aspetto comunque tutti sulla pagina, per scambiare qualche parola sul nostro argomento di interesse comune, sperando di poterci rivedere tutti il prima possibile. Per ogni esigenza, il numero e/o i contatti, li avete!

Un abbraccio.

Fred

*Come potete tutti immaginare, oltre all’alto rischio della salute, questa emergenza sta mettendo a durissima prova anche la nostra economia, e di conseguenza tutte le attività commerciali, soprattutto le piccole realtà, come la nostra. Ci rendiamo pienamente conto di quanto tutto questo periodo, sia coperto da un velo di paura e tanta, tanta negatività. Questo sicuramente non aiuta, a parer mio, la capacità di pensare in modo lucido, ai grandissimi cambiamenti che in un modo o nell’altro, avverranno alle nostre vite. Credo che in questi periodi di grande crisi, si debba comunque lavorare sulla flessibilità (personale e lavorativa) per essere in grado di affrontare i grandi ostacoli che inevitabilmente si incontrano durante il proprio cammino,  e riuscire, in qualche modo, ad adattarsi ed a evolversi di conseguenza. O almeno, è già qualcosa poterci provare. Purtroppo (o per fortuna), per quanto mi riguarda star fermo ed inerte, legato al modus operandi lavorativo classico, aspettando di ricevere “a breve” news costantemente rinviate, che dichiarino la fine di tutto questo, ma nel mentre aver rischiato l’inevitabile punto di rottura della propria azienda, non mi va. Ho deciso di continuare a lavorare, in un modo ovviamente diverso, che da tempo già era sulla mia linea d’onda ma che ora, mi ha fatto uscire dalla “confort zone”. E si sa (cercando di vederla positiva) uscire dalla confort zone è sovente un modo per “evolversi al livello successivo”. Ho deciso quindi, data comunque la nuova stagione all’arrivo, e che, si spera, a breve tutti potremo ritornare alle nostre vite normali, girovagando per il nostro bellissimo mondo, di continuare a tenervi informati sui nuovi prodotti e le novità, che prima di tutto questo sono arrivate in negozio, anche solo per la semplice motivazione, di tenervi per qualche minuto staccati da tutto questo, ed in qualche modo, tenervi compagnia in queste giornate di super-quiete. Quindi, a prescindere, un grande grazie per tutto il supporto che avete sempre dato, e che in futuro darete, sottolineiamo anche oggi, quanto siate sempre l’epicentro della nostra attività <3

 

 

 

storia doomsday society

Storia di DOOMSDAY SOCIETY e ultime uscite | Moana Street Shop

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In alternativa, buona lettura!

STORIA DI DOOMSDAY SOCIETY

Doomsday Society è un marchio italiano, fondato del rapper Salmo, l’illustratore e tatuatore Francesco Liori Aka FR3NK, e il co-fondatore Andrè Suergiu. Di origine sarda, questo brand streetwear ormai è un must per tutti gli appassionati del genere e produce capi di abbigliamento e accessori di altissima qualità, come Felpe, T-shirt, Camicie, Pantaloni, Giacche, Calze, Berretti e Cappellini, ma anche tavole da skateboards.

Doomsday Society omaggia la cultura street, con capi dalle grafiche molto hardcore, senza regole, sincere e spontanee. Composta da capi semplici ma dal messaggio crudo, che insieme ridanno vita all’idea di gang, di gruppo, di pensone unite da un forte legame interiore, dall’amore per l’arte, per la vita e per la libertà.

 Figure stilizzate, tratti fatti a mano, personaggi fantastici, animali selvaggi ed enigmatici. Nel giro di pochissimi anni, si è riuscito ad instaurare in modo aggressivo all’interno dei brand che attualmente, dominano il mercato dell’abbigliamento streetwear italiano, con un potenziale di crescita veramente grande, grazie al suo carattere forte ed indipendente, dallo stampo hardcore e ribelle davvero marcato.

Noi di Moana Street Shop, ci siamo avvicinati per la prima volta a questo marchio, nell’inverno 2016, mentre eravamo in visita al “BRIGHT“, fiera berlinese (n.b una delle più rilevanti fiere per il panorama “streetwear” con focus alla scena “skate” di tutta Europa) alla ricerca di nuovi brand. 

All’epoca conoscevamo già il marchio e ne eravamo già da tempo innamorati. In quel periodo il brand era ancora difficile da trovare negli shop fisici, soprattutto in Piemonte. Ci siamo così avvicinati allo stand Doomsday Society, con gli occhi a cuoricino e la presa bene a mille. Abbiamo potuto così scambiare quattro chiacchiere col buon Andrè Suergiu in persona..persona davvero umilissima, in linea piena con l’animo del brand, un bel pò di tattoo addosso, spruzzava HC da tutti i pori, per noi era già scelta fatta. 

Lo spirito del brand si respirava davvero a pieni polmoni, e badate, non è semplice imbattersi in realtà dove si possa aver a che fare con quello che è il vero animo di un marchio in un contesto davvero reale. Abbiamo potuto provare su di noi alcuni capi in anteprima, che sarebbero poi usciti da lì a 6 mesi, ce ne siamo davvero innamorati.

 Grafiche pazzesche, il taglio dei capi fittava perfetto, e i materiali davvero di una grande qualità. Eravamo ormai convinti di poter portarci a casa una nuova targhetta di Official dealer. Parlando abbiamo appunto potuto appurare che in Piemonte, non avevano ancora nessun punto vendita. BOOM, preso, felicità a mille.

 Eravamo i primi a poter rivendere in un negozio fisico in Piemonte e di conseguenza in Torino e provincia. Abbiamo cominciato con pochi capi, ma ad oggi, selezioniamo una gran quantità di colori e grafiche differenti, che come vengono messe in vendita, vanno a ruba.

 E questo non lo diciamo per sottolineare quanto vende, attenzione, ma per sottolineare quanto piace agli utenti che lo conoscono e ne fanno uso con orgoglio. Ad oggi possiamo dire di aver fatto davvero centro. Loro stanno crescendo a misura esponenziale, il marchio ormai non lo danno più facilmente se non dopo una buona selezione di zona e di shop, il loro lavoro lo seguono con un etica e una passione senza pari. Crescono, si evolvono, ma le loro fondamenta, le loro radici, rimangono belle forti e ancorate al terreno. Tutta la nostra più grande stima.

CURIOSITA’ SULLA NASCITA DEL BRAND DOOMSDAY SOCIETY

Francesco Liori, in arte FR3NK, è un illustratore sardo classe 1985. Dopo studi artistici, FR3NK intraprende la carriera di graphic designer e illustratore freelance, ispirandosi al mondo dello skate, del surf, dei tatuaggi, dei film horror e del Rock. Fr3nk lavora con importanti nomi della scena musicale italiana e internazionale, fa parte del collettivo “Machete”

“Era il 2012, volevamo assolutamente creare un brand, ci avevamo già provato sia io che i miei soci ma non era andata. Nel 2012, ci siamo incontrati io, Andre Suergiu e Salmo e abbiamo deciso di creare “Doomsday Society” ( doomsday come la fine del mondo, non so se ti ricordi ma il 21 dicembre 2012 doveva finire il mondo), un po’ per gioco.

 Il marchio è nato per gioco, ora siamo in giro da 5 anni, 100 negozi in italia ci distribuiscono, siamo presenti in Italia, Spagna, Germania, Inghilterra e Belgio e vendiamo on line in tutto il mondo. Questo marchio è un nostro gioiellino che ci da la possibilità di esprimerci sempre al meglio e di fare ciò che vogliamo. “

:Queste le parole di Francesco Liori, tratte da un’intervista su HipHoprec.com, a cura di Marco Bianchessi:


-Raccontaci il viaggio intrapreso dal Brand Doomsday-

“Nel 2012 io e il mio socio Andrè Suergiu, avevamo alle spalle un po’ di esperienza di stampa e distribuzione di merchandising. Avevamo già lavorato con Salmo e la Machete. “The Island Chainsaw Massacre” era uscito da due anni e stava andando alla grande. 

 Un giorno io, Andrè e Salmo abbiamo deciso di mettere su un marchio che riprendesse le nostre tematiche preferite, e non poteva esserci nome migliore di quello che abbiamo scelto! Abbiamo cominciato con un paio di magliette da “imminente fine del mondo”. 

Poi il mondo non è finito come qualcuno aveva predetto e adesso, nel 2017 al quinto anno di attività, abbiamo una grossa distribuzione in Italia e un po’ in giro per l’Europa. Siamo molto contenti di come si sta evolvendo la cosa e crediamo di avere ancora tante cartucce creative da sparare!”

-La tua collaborazione con Salmo e la Machete sono sicuramente un passaggio importante nel tuo cammino. Come è iniziata questa combo micidiale ?-

“E’ stata una unione nata spontaneamente, da stima e amicizia reciproci. Poi la Sardegna è davvero piccola, e quando hai passioni di un certo tipo, a un certo punto, cominci a conoscere veramente tutti dell’ambiente.”

:Seconda parte tratta nootempo.net:

Potete trovare tutta la nuova collezione  di DOOMSDAY SOCIETY nel nostro shop fisico, e online su moanastreetshop.it, cliccando QUI

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Un saluto a tutti, e se volete, lasciate un commento qui in basso!

Peace.

Fred

In cosa si differenziano le Classic Old Skool con le Comfycush Old Skool?

VANS CLASSIC VS. COMFYCUSH

Se stai cercando le differenze tra Vans Old Skool Comfycush ed il modello normale, allora sei nel posto giusto!
Da pochi giorni è stata lanciata la nuova linea Comfycush sui maggiori modelli di Vans, ma cosa cambia davvero alla silhouette della sneaker che tanto ami? Scopriamolo assieme! Qui sotto puoi vedere un nostro breve video riepilogativo (Argomento VANS al minuto 2:06 ☺️)

Riproduci video

COMFYCUSH™

Una tecnologia ultracomoda che offre una calzata di prima classe con cui ti sembrerà di camminare su una nuvola. Una struttura in schiuma e gomma co-sagomata garantisce una combinazione perfetta di comfort e aderenza. Mentre la tomaia di nuova costruzione si concentra sulla stabilizzazione della linguetta e su un maggiore supporto dell’arco plantare, la parte interna semplificata presenta caratteristiche aggiuntive che offrono un’esperienza unica.

Sicuramente la prima caratteristica che vi salterà all’occhio semplicemente prendendo in mano la scarpa,  sarà il suo peso incredibilmente leggero rispetto al modello classico indossato fino ad ora. Novità certo, ma già si era potuta godere sui precedenti modelli Lite, che però, come composizione di suola, lasciavano un po a desiderare, con un materiale leggermente più scadente rispetto alla classica suola waffle dei modelli classici. Ed è proprio qui che la COMFYCUSH™ comincia ad essere chiaramente un passo avanti, in tutti i sensi.

SUOLA COMFYCUSH

SUOLA CLASSIC

Nonostante la leggerezza della scarpa sia quasi dimezzata, sono riusciti a mantenere la qualità sia estetica, che materiale, della originale suola waffle di Vans, e come vedete nelle foto, vi basterà girare la scarpa per notarlo, infatti, la COMFYCUSH™ ha alla vista dei riempimenti di colore bianco nei rilievi della suola.

Se guardiamo attentamente la scarpa dall’alto, noteremo anche una leggera differenza sulla tomaia.

COMFYCUSH

CLASSIC

Innanzitutto, allacciata risulterà un po più larga rispetto alla precedente, questo causato anche dall’imbottitura più spessa sul retro, per proteggere maggiormente la parte intorno al tallone, e indossata, la sentirete molto più avvolgente. Inoltre, la linguetta è stata dotata di elastici interni, che vi permetteranno una miglior stabilità, anche tenendola un pò più slacciata.

Vans "OLD SKOOL" ComfyCush Black/White

LATO COMFYCUSH

LATO CLASSIC

Come potete notare, anche ai lati ci sono delle leggere e lievi differenze, soprattutto sulla punta anteriore, se guardate bene, l’inclinazione e la forma della suola.

Inoltre, il sottopiede risulta parecchio più morbido e anatomico, anche se visivamente, tolta la stampa COMFYCUSH™ vicino al logo, non sembrano esserci differenze.

Insomma dopo la nostra prova, possiamo dirvi che ai piedi, indossate, a primo colpo si sente la grande differenza, già è un grande punto a favore, ma se pensiamo che ha anche la stessa qualità di suola, migliorata rispecchio alle vecchie Lite, bhe, avete un buon motivo per rinnovare il vecchio paio già indossato da tempo, con la stessa scarpa ma nettamente migliorata.

Cosa ne pensi? Hai già avuto modo di provare le nuove Old Skool COMFYCUSH™?

BLESS U. E se hai bisogno di risposte, sentiti libero di chiederci!

Un saluto!

Fred

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(s)Fashion Blog | La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

Prima di parlare di Vans Old Skool, ci soffermiamo un secondo per fare un lungo salto nel passato per capire cosa si cela alle origini di una scarpa e di un marchio che, ad oggi, conta milioni di clienti e amatori in tutto il mondo, siano essi skater oppure no.

Prefazione:

Alle origini molti skaters skateavano scalzi, la ragione era semplice: lo skateboarding era un’estensione del surf e questa disciplina non necessitava dell’uso di calzature. La prima scarpa ad incontrare i fabbisogni degli skaters nella prima metà degli anni ’60 fu la Converse Chuck Tailor.

Nel 1965 The Qarterly Skateboarder divulgò la pubblicità di una nuova scarpa da ginnastica: la “Randy 720”, realizzata in randyprene. Fu la prima scarpa ufficiale da skateboard utilizzata al National Skateboard Championships. In ogni caso per tutti gli skateboarders la vera ed originale scarpa da skateboard è stata la Vans.

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

Paul Van Doren, figlio di un inventore e di una sarta abbandonò la scuola all’età di 14 anni. Interessato ai cavalli, andava tutti i giorni ai circuiti; da lì, cominciò ad essere conosciuto come “Dutch the Clutch”. Sua madre poi insistette sul fatto che Paul dovesse ottenere un lavoro in una fabbrica di scarpe.

Nel 1966, Paul Van Doren, suo fratello James e dei lori amici Gordon e Serge D’Elia divennero soci aprendo la prima fabbrica Vans: La Van Doren Rubber Company.

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

La storia di VANS comincia nel 1966. I fratelli Paul e Jim Van Doren, insieme ai soci Gordon Lee e Serge Delia, fondano la Van Doren Rubber Company ad Anaheim, in California, è il 16 marzo.
Nello stesso anno vengono realizzate le scarpe da barca Vans #44, quelle che oggi conosciamo come Authentic. Nel 1974 gli skater, che apprezzano l’aspetto robusto e l’aderenza delle suole Vans, le sfoggiano in giro per la California del Sud.
Due anni dopo Tony Alva e Stacy Peralta creano il modello Vans #95, oggi conosciuto come Era, con colletto imbottito e varie combinazioni di colore, scarpa di riferimento per una generazione di skater. 
I Van Doren erano dei veterani della shoe industry ma nel ’76, nel bel mezzo della seconda ondata di popolarità dello skateboard, decisero di focalizzare il loro marketing sugli skaters dal momento che la ditta aveva già acquisito un grande successo fra i surfers. La campagna pubblicitaria per introdurre la Vans nel mercato dello skateboarding fu capitanata dai più importanti skaters del momento: Tony Alva e Stacy Peralta.
Senza ombra di dubbio tutti gli skaters vennero influenzati dai pro ad acquistare “the real skateboard shoe”. Il modello “Off the Wall” divenne il più popolare grazie al colore, alle cuciture aggiuntive e ai rinforzi (Vans Guards).
Nel 1977 fa il suo debutto il modello Vans STYLE #36, attuale Old Skool, caratterizzato dall’oggi celebre banda laterale Vans. La Old Skool è la prima scarpa da skateboard di Vans dotata di tomaia in pelle, per resistere all’uso frequente.

Delle varie campagne di marketing non convenzionale, dove il rock incontrava gli action sport, Vans organizzò dei contest per professionisti (Vans/Hard Rock Triple Crown) e competizioni amatoriali (Warped Tour) fino a quando toccò l’apice del suo successo con il film Fast Times At Ridgemont High (Amy Heckerling, 1980), dopo di che dovette fronteggiare delle difficoltà finanziarie dovute al declino della seconda ondata di popolarità dello skateboard. Questi eventi sono ancora attivi ed attirano moltissimi “atleti”.

Old Skool, storia e curiosità di una sneaker Cult.

Nel 1977, alla ricerca di un simbolo che permettesse alle sue scarpe di essere riconoscibili come accadeva per brand come Nike o adidas, nata da uno scarabocchio di Paul Van Doren, disegnò una semplice linea ondulata.

La banda laterale venne inizialmente battezzata “Jazz Stripe” , venne applicata per la prima vota alla #style36 e col tempo, è diventata simbolo inconfondibile del marchio Vans. La prima vera scarpa da skater in pelle visto che, per migliorarne la resistenza e durabilità, vedeva applicati pannelli in pelle nella punta e nel tallone.

Negli anni ’80, anni colorati e pieni di creatività, esplose anche la mania della customizzazione. La gente realizzò l’idea di poter personalizzare a proprio piacimento una scarpa come fosse un pezzo d’arte e in questo, l’Old Skool, essendo composta da vari pannelli e vari materiali, si prestava come una tela bianca, diventando così espressione della propria personalità.

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

Gli anni 90 sono per Vans gli anni delle collaborazioni. Marc Jacobs ha aperto al brand californiano le porte del regno dell’haute couture permettendogli di giocare con materiali di prima qualità ed un numero limitato di scarpe da distribuire in selezionate boutique, creando grande hype tra collezionisti e appassionati di tutto il mondo.

Negli stessi anni nasce anche la collaborazione con Supreme, il brand culturalmente più vicino a Vans, creando un’amicizia e progetti che durano ancora oggi nel tempo. Queste le parole del fondatore di Supreme James Debbia sulla Old Skool ” In 1996, it was one of the best shoes offered by Vans and has really stood the test of time, The Old Skool is iconic, classic skate.” e se lo dice lui.

Ma perché, Dai piedi degli skater alla scarpiera di Julia Roberts, passando per le fashion week di tutto il mondo, TUTTI hanno un paio di Old Skool?

L’originale intenzione di scarpa per skateare, come spesso e volentieri accade nello sport, si è diffusa ben oltre i suoi confini, arrivando praticamente ovunque. Anche pilastri dello skatewear come Thrasher e Supreme ormai vengono indossati anche dalle Kardashian, e negli ultimi cinque anni questo tipo d’abbigliamento si è rivelato una vera e propria miniera d’oro, sia per brand che re-seller.

A differenza di altri marchi, fortemente criticati per aver perso la loro essenza con l’arrivo in circuiti d’acquisto generalisti, la Vans è sempre stata, e apparentemente sarà sempre, un brand fortemente democratico. In particolare, le Old Skool hanno una silhouette pensata per la tavola da skate che tutti sembrano accettare anche in contesti ben diversi.

A differenza del modello classico Authentic, che ricorda un po’ le scarpe che mettevamo per fare ginnastica alle elementari, quello Old Skool ha un aspetto decisamente cool. Abbastanza semplici da essere indossate con, beh, qualunque cosa, ma anche abbastanza interessanti da non scadere mai nel banale, grazie alla perfetta combinazione di pelle e scamosciato e una gamma di colori ineccepibile.

Questo insieme di caratteristiche gli ha permesso di diventare la prima opzione per la vita quotidiana di celebrità e, contemporaneamente, dei liceali di tutto il mondo. “Da Marc Jacobs a Star Wars, da Supreme a Toy Story, le Old Skool sono state rielaborate da (quasi) ogni stilista e (quasi) ogni brand.”

Anche Yeezy, famoso per la sua incrollabile lealtà ad Adidas, non ha saputo resistere all’attrattiva delle Old Skool: “Some days I’m in my Yeezys, some days I’m in my Vans”, (a volte ho su le mie Yeezys, altre le mie Vans).

La storia di vans e il fenomeno Old Skool

Negli ultimi anni, Kanye West è infatti stato visto indossandole più e più volte, ovviamente personalizzate. Sembravano un po’ usate, ma, sinceramente, in che altro modo dovrebbero essere indossate?

I rapper che indossano skatewear non sono certo la categoria più sconcertante, dato che i due mondi vanno praticamente a braccetto. Capisci che le Old Skool sono davvero un fenomeno raro quando le vedi ai piedi di Julia Roberts. Nel 1999 in Notting Hill e vent’anni dopo, nella vita reale.

In passerella, anche Dior Homme ha reso omaggio a queste sneakers nella collezione autunno/inverno 17, e la versione della maison francese è già stata vista ai piedi di A$AP Rocky.

Proprio questo tipo di riferimento ci fa capire il vero motivo del successo delle Old Skool: sì, è un modello di sneakers praticamente identico da 40 anni, ma la determinazione costante di casa Vans di offrire agli acquirenti collaborazioni uniche, inaspettate e brillanti, è il simbolo democratico di quello che ogni brand dovrebbe fare nel 2017.

Personalmente ricordo che negli anni 90 Vans si era eclissata un pò, rimanendo appannaggio di skaters e hardcorer.

Per trovarle dovevi abitare o a Roma o a Milano, o essere un lettore di giornali da skater nei quali era presente un inserto di un noto skateshop italiano che vendeva tavole e scarpe per corrispondenza.

Che tempi, quelli in cui chi era uno skateboarder lo riconoscevi subito, indossava le Vans, per lo più bucate da un lato, e si, perchè gli skater di scarpe ne bucano a decine.

VANS Nel 2000 viene riconusciuta da FORBES: “AS ONE OF “AMERICA’S BEST SMALL COMPANIES FOR 2000.”

Nel 2004 la compagnia è stata acquistata dalla Vf Corporation, produttrice dei Jeans “Lee”, per 396 milioni di dollari.

Piccole curiosità!

La storia di VANS, ed il fenomeno OLD SKOOL

  • La suola si ispira a un dessert. È di gomma vulcanizzata, e si chiama waffle perché ha un pattern fatto a grata, che sembra quello dei dolci belgi. C’è un motivo se è fatta così: è un design fatto apposta per aderire bene allo skateboard.
  • Piace a chi preferisce il microfono allo skate. Alcune rock band, come gli Slayer, i Bad Religion e i Descedants, si sono fatte fare delle Old Skool customizzate. . Kanye West, A$AP Rocky e Frank Ocean le hanno indossate spesso.

Guarda il video di come si realizza una Vans!

Speriamo di avervi impegnato qualche minuto della vostra vita, scoprendo qualcosa di interessante e che magari non sapevi. Se conosci qualche curiosità non citata qui, scrivicelo nei commenti qui sotto!

Grazie per la lettura, e se sei amante di Vans, puoi trovare i migliori modelli di questa collezione Spring/summer qui 

Stay positive, be happy, be Moana!

Fred

Bibliografia:

leonardocalabresi.com – i-d.vice.com – gqitalia.it – cosmopolitan.com – Google

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